ASPETTANDO GODOT

EN ATTENDANT GODOT-Luciano Virgilio, Antonio Salines,  Edoardo Siravo. Foto Andrea Gatopoulos

di Samuel Beckett

con

Antonio Salines, Luciano Virgilio,

Edoardo Siravo, Fabrizio Bordignon

scene di Francesco Bottai

costumi di Lorenzo Cutuli

regia Maurizio Scaparro

Teatro Ghione, Roma, 4 aprile 2019

Maricla Boggio

Non possiamo che confermare quanto abbiamo detto sullo spettacolo da noi recensito nel gennaio del 2016, che ha mantenuto intatta la temperie di favola del testo ormai consacrato di Samuel Beckett, e alla  cui data rimandiamo su questo sito di Critica Teatrale..

Caratteristica questa, della favola, che nella rappresentazione di “Aspettando Godot” è insolita, e va attribuita alla saggia capacità interpretativa di Maurizio Scaparro che al di là di un apparente squallore e di una dilagante tristezza riesce a far emergere i valori insopprimibili che appartengono alla dignità umana.

Le parole rimangono sospese nell’aria con quella incisività che Scaparro sa offrire ai testi che sceglie non per caso, ricavandone una lezione di vita che rimane impressa nello spettatore, sia che si tratti di un autore classico sia che appartenga, come questo “Aspettando Godot” a un tempo attuale anche se ormai anche questo testo debba essere considerato “classico”.

E va detto che con disciplina non contraria a una inventività sempre fresca gli attori si sono calati nei loro personaggi con quella delicatezza che le battute non facili, così apparentemente astruse come sono, avrebbero potuto generare cadute di monotonia.

Rimandiamo quindi alla recensione di allora, sottolineando ancora che questa giocosità che permane nello spettacolo ha semmai oggi ancora di più il senso di una scommessa, di una tenace volontà di mantenersi vivi pur provati dagli eventi, senza cancellare nelle nostre vite una speranza di qualcosa che deve ancora verificarsi, e che non sarà necessariamente negativo.

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