BELLA FIGURA

Bella Figura - NoemiArdesi - 43

di Yasmina Reza

traduzione Monica Capuani

con

Anna Foglietta, David Sebasti,

Paolo Calabresi, Anna Ferzetti

e

Simona Marchini

scena e luci Gianni Carluccio

costumi Gemma Mascagni

regia Roberto Andò

Compagnia Gli Ipocriti Melina Balsamo

Teatro Ambra Jovinelli, Roma, 9.1.19

Maricla Boggio

Abilissima e astuta nella costruzione drammaturgica basata su situazioni contemporanee, con due coppie in scena e l’aggiunta di Yvonne, una svampita suocera festeggiata per il suo compleanno, la commedia di Yasmina Reza mantiene interessato il pubblico per circa un’ora e mezza, dove ciò che accade può essere previsto nelle sue sorprese e di conseguenza  suscita la risata.

I primi due sono Boris, un giovane manager in uscita con Andrea la sua amante, ragazza madre, per una cena che soddisfi le voglie di lei, di non costituire soltanto oggetto di sesso, ma di attenzioni amorose.

Primo guaio, il ristorante scelto è stato consigliato dalla moglie di lui. Altro guaio, l’arrivo di un amico del manager – Eric –  insieme alla sua compagna – Françoise – da poco unitasi a lui, e amica della moglie del manager; insieme a loro la suocera, elegantissima e piena di voglia di vivere che – va subito detto – è una spiritosa Simona Marchini che profonde tutta la sua classe nel dar vita al personaggio dell’ingenua incantata.

Gli ingredienti per la torta comico-grottesca messi insieme dalla Reza funzionanoprevedibilmente, innescandosi uno sull’altro, con punte di picco quando Andrea e Boris in continuo clima di reciproco abbandono si ritrovano nella toilette del ristorante e fanno l’amore sul water mentre sta entrando l’anziana signora; la quale poi perde la sua agendina dentro al water, dove verrà ripescata con coraggiosa introduzione da Andrea.

Il gioco prosegue con altre innumerevoli sorprese, vacillanti scambi di relazione, recriminazioni, ingelosimenti, perfino melanconie in qualche momento in cui i quattro smettono di urlare.

Gli attori tutti hanno dimostrato una notevole tenuta nel reggere una storia che vuole essere esempio di  moderne nevrosi di una classe borghese poco rappresentata nel teatro attuale.

Il regista Roberto Andò ha lavorato sulla pièce avendo cura di metterne in evidenza i meccanismi della scrittura, ricavandone uno spaccato esistenziale che, un poco più segnalato, avrebbe potuto dimostrare non solo sul piano comico l’attuale sfacelo dei rapporti privati e il conseguente disfacimento dell’intera società.

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