IL MUTAMENTO

in  avanti: Evelina Nazzari (sin.) e Nunzia Grec; dietro: Carla Kaamini Carretti; in fondo: Alessandro Pala Griesche (sin.) e Giulio Farnese copia

in viaggio da Atlantide all’Universo

scritto e diretto da Stefania Porrino

scene e costumi Katia Ricci

effetti sonori Tancredi Rossi

Aiuto regista Carla Kaamini Carretti

luci Paolo Orlandelli in collaborazione con il Centro Studi “Vera Pertossi”

Teatro di Documenti, Roma

20 febbraio 2020

Maricla Boggio

“Il romanzo del Sentire – da Atlantide a noi” permane in tutta l’ampia stesura de “Il mutamento” che Stefania Porrino ha tratto dal suo libro mantenendone miracolosamente intatto il percorso attraverso i sette “mutamenti” che lo spettacolo sviluppa con la convinta collaborazione degli interpreti.

Doppiamente impegnati, questi interpreti dei personaggi, perché già, nelle loro parti, sono attori che interpretano i personaggi dei sette viaggi.

Chi coordina il gruppo dei quattro è la Psicologa – la misteriosa e rassicurante Carla Kaamini Carretti -unica a restare, com’è giusto per un terapeuta – in qualche modo anonima, che ha scelto nel gruppo da lei gestito settimanalmente, quattro di loro, proprio perché attori nella vita, capaci più di altri di immedesimarsi in quei personaggi che la Psicologa proporrà di volta in volta, nel susseguirsi di sette diversi momenti dell’esistenza affidati di volta in volta a un paio di attori che dovranno, con l’agilità mentale della loro fantasia addestrata e con la partecipazione personale, interpretare, attraverso le suggestioni che verranno loro in mente attraverso il suggerimento sicuro ed incalzante della Psicologa.

Sotto questo gioco che avvince lo spettatore introducendolo in questo percorso, si cela un interrogativo che riguarda la propria persona e il suo evolversi nei tempi della sua esistenza, in un richiamarsi – mi viene da pensare –a una filogenesi ed ontogenesi che getta la persona dalla sua situazione individuale a quella di un universo in evoluzione, a partire dal continente scomparso, Atlantide, proiettato verso altri territori, per arrivare ai romani ed ai loro imperatori, proseguendo  nel Rinascimento con una scelta superba di personaggi, da Giordano Bruno a Campanella, e poi ancora nel Settecento, a cui Maria Antonietta pone le domande di una donna  la cui saggezza è stata ignorata, fino all’Ottocento, dove in maniera più delineata la figura femminile si presenta nella sua volontà di autonomia e viene subito presa ad esempio  per una scrittura nuova dal compagno di viaggio della giovane viaggiatrice – la vibrante Evelina Nazzari – , quell’Heinrich Ibsen che suscitò scandalo nei salotti borghesi per la sua “Casa di bambola” tanto simile alla giovane incontrata in treno.

È la possibilità di mutare contrastando le proprie paure e debolezze a costituire la spinta della Psicologa ai suoi quattro fedelissimi. Ognuno ha remore antiche, timori di un futuro che non vede con chiarezza, preferendo restare nella situazione di fermo che almeno non comporta rischi. Ogni attore qui “fa” l’attore della parte assegnatagli, ma al tempo stesso è interprete di un sé stesso che ha bisogno di  incoraggiamento per arrivare a quel “mutamento” che è  fonte di vita.

Il mondo futuro è l’ultimo “mutamento”. A bordo di una nave nel primo stadio dei sette “mutamenti”, poi su di una biga, un carro, una carrozza, un treno, partiranno con una valigia aereodinamica pronti per un viaggio in aereo. Superati i dubbi, chi se li è portati fin dall’inizio, chi è rimasto – come la giovane impersonata con forti accenti di verità da Evelina Nazzari – ad attendere il momento giusto per scuotersi ed entrare nella lotta, chi alla fine ha deciso per il grande salto della sua vita – il meditativo Giulio Farnese, già coltissimo Campanella dal saggio rgomentare,   verso il teatro e Parigi, chi, come Nunzia Greco, dopo la saggezza della donna romana, nella convinta e toccante volontaria che scavando in sé stessa scopre ulteriori e ignorati motivi delle sue scelte, fino all’ancora immaturo giovane interpretato da Alessandro Pala Griesche, a cui è affidato il permanere del dubbio, ma anche la benevola attenzione della Psicologa che lo aiuterà in una “seduta singola”.

Qualche accenno della personalità di ognuno degli attori, Stefania Porrino, a cui non è estraneo il mondo della psicanalisi e delle segrete vie della propria interiorità, ha inserito nei personaggi con grande gusto – crediamo – degli attori che hanno accettato con divertimento la loro pirandelliana e nascosta presenza nei personaggi.

Stefania Porrino è stata non solo autrice del libro ma anche traspositrice in teatro e regista de “Il mutamento”, facendosi lei per prima interprete di sé stessa nelle diverse mutazioni del “Mutamento”.

E sono stati forti e convinti gli applausi alla sua triplice figura insieme ai suoi affezionati attori.

 

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