IL RATTO DI EUROPA

01 CORSETTI FRMG_6216

uno spettacolo di Giorgio Barberio Corsetti

ideazione e regia

testi

Seneca, Bhagavadgita, Alex Barchiesi Giorgio Barberio Corsetti

con

Maddalena Crippa, Valeria Almerighi

Gabriele Benedetti, Gabriele Portoghese

immagini, Video Igor Renzetti

musiche Gianfranco Tedeschi, Fabrizio Spera

tecnologie di rete

distr-active ( distributed and interactive)

Consortium GARR

Costumi Francesco Esposito

Produzione Fattore K.

Coproduzione Romaeuropa Festival

Manège Maubeuge

in collaborazione con Consortium GARR,

Polifemo

Roma, 10-13. 112.16

in collegamento in diretta o differita da

Aula Ottagona, Palazzo Altemps, Colosseo, Crypta Balbi, INFN,

Laboratori Nazionali di Frascati

Maricla Boggio

Nel coacervo complesso elaborato da Giorgio Barberio Corsetti, il tema centrale, che attraverso varie tecniche, spazi e tempi, in diretta o differiti attraverso precedenti registrazioni si sviluppa per un’ora e mezza, pone l’accento sull’Europa, sulla sua esistenza oggi nel suo rapporto con i grandi movimenti umani e i cambiamenti tecnologici e politici, ammantando il  nostro continente della figura mitologica di Europa, la bellissima giovane rapita da Zeus trasformatosi in toro e resa madre di ben tre figli.

Questa arcaica vicenda, forse annidata in qualche passaggio nell’impetuoso dire di Maddalena Crippa che qui si presta ai commenti del Tempo e di altri personaggi con ironica disinvoltura, non è certo lo scopo di Barberio Corsetti, che si slancia invece a sperimentare soluzioni ardite spaziali e temporali, affidando a Gabriele Benedetti il compito di difficile esplicazione, di comunicare agli spettatori – in “corpore” a Palazzo Altemps, e in video in altri luoghi, la sua funzione di tempo che si sdoppia e si presenta nel passato come nel presente ed anche in un futuro che le nuove tecnologie in qualche modo riescono, se non ad anticipare, certo a suggerire.

Barberio Corsetti gioca anche sul fronte delle scoperte scientifiche, inserendo  i luoghi citati nel programma, dove si sperimenta con la serietà degli scienziati le possibilità che nel futuro ci apriranno possibilità insospettate sul piano spazio-temporale.

Gioca perché se ne serve, per fortuna, come elementi adatti al suo gioco di stupire e di incantare. E’ così che il Tempo birbante di Gabriele Benedetti, a suo agio nel meravigliare chi lo vede di qua e di là ammiccante e burlone, misterioso e foriero di nuove apparizioni, si fa tramite delle luminose apparizioni di Maddalena Crippa in lungo abito nero preannunciante con voce autorevole episodi antichi e poi antivedendo un presente già futuro in cui i migranti la circondano in una danza in cui è ancora lei a guidare il gruppo, ma è anche il gruppo a prendere autorevolezza, e sarà uno di loro a raccontare da dove viene e che cosa fa, già padrone di un italiano un po’ stento ma ormai comprensibile, in una dimensione di futuro integrato. E non manca lo kamikaze che Valeria Almerighi impersona anche lei sdrammatizzandone la tragicità nel minacciare anche gli spettatori con il suo ben fornito apparato bellico.

Il gioco è ad esempio quello di veder dialogare fra loro personaggi che si  trovano in luoghi diversi, talvolta facendo rivivere il mito – così Europa si trova con Telefassa sua madre, giovane e piena di voglia di apparire -, collegando in simultanea i due personaggi ciascuno in un suo luogo, dove gli spettatori vedono dal vivo uno dei due ma assistono al dialogo di entrambi. Il gioco è ancora quello di vedere l’Uomo  Gabriele Portoghese anche  in lunghe sequenze filmate – nei diversi momenti della sua evoluzione storica, errare per la Crypta Balbi trasformandosi via via via fino ad acquisire l’aspetto attuale. Il gioco è soprattutto quello di far apparire uno accanto all’altro, a sorpresa, due attori che stanno ciascuno in uno spazio lontano, mentre dall’alto il Tempo-Benedetti se la ride godendosi anche lui quel gioco.Di tecnologie avanzate di cui sorprendersi è tardi. Molti accostamento fra figure in diretta e figure registrate ce le ha mostrate Crozza nei suoi  shows politico-satirici.Il gioco di Barberio Corsetti supera, a nostro giudizio,  la novità di un uso già utilizzato, e induce a meraviglia per le invenzioni drammaturgiche, gli impasti bizzarri fra gli antichi versi indiani precedenti a Cristo, le affermazioni scientifiche mutuate dai Laboratori Nazionali di Frascati, e le sue stesse invenzioni poetiche. Encomiabili gli attori che al di là delle connotazioni mitologiche, storiche ed allegoriche, sono riusciti a dare vita a dei personaggi.

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