LILLO&GREG IN GAGMEN

APPLAUSI LILLO&GREG IMG_9258

scritto da

Claudio Gre Gregori

Paquale Lillo Petrollo

regia

Lillo&Greg

Claudio Piccolotto

con

Lillo&Greg

Vania Della Bidia

Attilio Di Giovanni

Marco Fiorini

scene Andrea Simonetti

Costumi Nc Pop

Teatro Olimpico, Roma, 14 gennaio 2020

Maricla Boggio

 

Credo di essere fra i pochissimi in Italia a non conoscere Lillo&Greg, dal momento che la loro celebrità è straripante da anni, sia in radio che in televisione, cinema e teatro.

Ma l’altra sera, al Teatro Olimpico, la simpatia che gli spettatori hanno loro manifestato fin dal primo apparire dei due attori in scena, con una ripetuta cantilenante canzoncina in cui ognuno si dichiarava per quello che era – “Io sono Greg”, “io sono Lillo” – onde evitare equivoci circa l’identità dell’uno e dell’altro, ha subito dimostrato quanto conosciuti, amati e seguiti siano questi due ancora giovani interpreti di sketches da loro stessi ideati. È dal 1986 che i due si conoscono e lavorano insieme percorrendo strade le più disparate nell’ambito dell’interpretazione, in cui la realtà è vista sotto le angolazioni critiche di chi non ci sta agli imbrogli e alle ipocrisie, e per questo le mette in mostra interpretando i personaggi più disparati per dar voce a tali atteggiamenti mettendoli a nudo con quella risata che, come sappiamo, travolgerà.

Ci sono allora le scenette che riguardano i rapporti privati, le reazioni a situazioni classiche dell’esistenza viste nella loro verità, smascherata dal perbenismo ipocrita: pensare una cosa e dirne l’opposto è uno dei modi per far scattare negli spettatori il riconoscimento immediato di un comportamento universale.

Altrettanto immediato è l’immedesimarsi del pubblico nel tipo che va dallo psicanalista e comincia a parlargli delle sue difficoltà con la moglie; lo stesso fa con il paziente lo psicanalista in uno scambio frenetico di ruoli, in cui il messaggio è la generalità dei problemi che toccano ognuno di noi: soltanto che Lillo e Greg questi temi li trattano con la leggerezza ironica che ne fa spettacolo intelligente e comico.

Crea simpatia e condivisione la sorte di Lillo il piccoletto maltrattato dagli altri – specie da Greg in coppia con lui, a cui si associano “servilmente” – coma accade nella realtà – gli altri membri del gruppo – la bella e disinvolta Vania Della Bidia in innumerevoli ruoli, Marco Fiorini che finge inesperienza e solidarietà, Attilio Di Giovanni, a cui va anche il merito di inventarsi le musiche attraverso trasposizioni infinite di una stessa canzone -: sarà comunque Lillo – quello a cui non va bene mai niente, il frustrato dalla vita – ad avere alla fine la meglio, sia quando è miseramente imbrogliato dagli altri, sia quando pretende – come un moderno Bottom dello shakespeariano “Sogno id una notte di mezza estate” – di fare tutti i personaggi del copione, ancora del tutto ignorato,  che il gruppo sta provando, su di un Vampiro, uno zombi e un misterioso portiere del castello.

Gli sketches che attingono a una realtà sia pure stravolta e portata al fiabesco, all’assurdo, all’iperrealistico sono il tessuto di base di Lillo e Greg, in cui gli spettatori si riconoscono dimostrandolo con applausi continui, risate a squarciagola e perfino il ritmato battere delle mani appena se ne dimostra l’occasione. Ma c’è un altro tipo di personaggi che i due attori esibiscono da tempo e qui alternano alle altre forme di interpretazione. Si tratta di quegli eroi da fumetto che richiamano l’Uomo mascherato, l’Uomo invisibile, la Donna telepatica ed altri simili che eccitano la fantasia dei ragazzi: messi in scena in quella apparente forma trascurata, in cui le potenzialità magiche crollano alla prova dimostrandone l’inconsistenza, sono attesi e seguiti con il gusto con cui una volta i nipotini aspettavano di ascoltare la favola dal nonno, e pregustavano con trepidazione il momento in cui sarebbe successo qualcosa di tragico, su cui poter ridere sollevati dall’attesa.

È allora durante queste scene che i bambini  - numerosi in teatro -saltano sulle poltrone sbracciandosi e urlando come quando ha fatto goal il loro calciatore preferito. E non solo i bambini partecipano a questa gioia liberatoria ma in un’intesa globale l’intero teatro. Sono poche queste note per dare un’idea di Lillo&Greg, ma posso dire che mi ha fatto davvero piacere cominciare a conoscerli.

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