LUCI DELLA RIBALTA

COPERTINA LUCI DSC_6854

di Charlie Chaplin

adattamento teatrale Eleonora Zacchi

scene Federico Cautero

costumi Chiara Aversano

musiche Roberto Fia

regia Giuseppe Emiliani

con

Antonio Salines Marianella Bargilli

e

Lino Spadaro Renata Zamengo Orazio Stracuzzi

Riccardo De Francesca Luigi Biava

Gitiesse Artisti Riuniti

Roma, Teatro Quirino, 31 gennaio 2017

Maricla Boggio

Il desiderio di un ritorno ai buoni sentimenti, alla favola moderna che crede nella possibilità di un riscatto rispetto alle difficoltà dell’esistenza appare in tutta evidenza nello spettacolo che Antonio Salines ha fortemente voluto, inseguendo per anni – come ci conferma lui stesso dopo lo spettacolo – il sogno di mettere in scena e di interpretare in teatro il famoso film che Charlie Chaplin creò agli inizi degli anni Cinquanta, facendone del protagonista un mitico personaggio affiancato dalla giovanissima Claire Bloom nel ruolo della spaurita danzatrice Teresa.

In un’epoca come la nostra, proiettata verso il pessimismo, la violenza e il disimpegno, la tenacia di Salines ha trionfato proponendo quel mondo di artisti in bilico fra la volontà di riuscire a dispetto dei fallimenti e l’affermazione dell’amore come sentimento spirituale. E la trasposizione teatrale del film da parte di Eleonora Zacchi rispetta lo sviluppo narrativo con l’agilità dei passaggi dei tempi e il cambio degli spazi in un clima di sognante rimembranza.

La scelta di un passaggio al teatro che mantenesse il segno della ripresa filmica ha dato all’operazione un velo di malinconia, di rimpianto legato ai propri anni giovanili, e di lontananza dalla realtà.

La giovane e talentosa ballerina, una volta guarita dalla sua nevrosi  legata a tristi ricordi d’infanzia, si afferma per le sue qualità artistiche grazie all’incoraggiamento dell’un tempo celebre Calvero, signore della comicità adorato dal pubblico e ormai alla deriva, e di lui si innamora non per riconoscenza, ma spinta da un’ammirazione che fa scattare in lei un vero amore, capace di rifiutare quello, pur sentito ma represso, per il giovane compositore che da anni la cerca, avendola incontrata quando nel bisogno ne aveva ricevuto aiuto: la ragazza, allora commessa di una cartoleria, gli aveva più volte regalato fogli di carta da musica, facendosi addirittura licenziare per avergli aggiunto nel resto denari non dovuti.

Ma la favola richiede le sue svolte, i suoi trasalimenti emozionali e tira alla conclusione felice, non senza le lacrime per chi deve sacrificarsi a vantaggio dell’amore della coppia giovane. Così Calvero, dopo un ritorno al successo in cui ritrova la sua vena comica grazie alla fiducia che Teresa gli infonde, inevitabilmente si lascia morire, consentendo alla sua innamorata di accettare l’amore del musicista. E’ un po’ la storia di Re Artù che Ginevra proclama di amare mentre il suo cuore batte ribelle per il giovane Lancillotto, e la morte del mitico vecchio risolve in bellezza una questione imbarazzante salvando virtù, riconoscenza, amore e passione.

Ciò che Salines con Marianella Bargilli – dolcissima nel delineare la fragile e sfiduciata ragazza, e poi anche convincente danzatrice di fascino – riesce a offrire al pubblico è proprio la favola, attraverso un tipo di recitazione, prima di tutto sua, ma anche dei suoi compagni, dai toni incantati, dove l’ingenuità da “Mago di Oz” consente di accettare fino in fondo la storia fuori dal tempo. Di precisa definizione il personaggio della bisbetica affittacamere signora Alsop, interpretato da Renata Zamengo, che si trasforma poi in autorevole accompagnatrice della trionfante ballerina, e i vari personaggi, dai clowns all’innamorato musicista, di Lino Spadaro, Orazio Stracuzzi, Riccardo de Francesca e Luigi Biava.

Una lunga tournée già in corso da mesi attende il gruppo, con il suo spettacolo destinato a far ricordare  agli anziani e a far conoscere ai giovani questa favola controcorrente.

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