MAX E MAX

MAX E MAX IMG_0984

di Jacopo Bezzi

con Elisa Rocca e Massimo Roberto Beato

foto di Luca Tizzano

Teatro Spazio 18b, Roma

Maricla Boggio

Una girandola di battute a contrasto, un intrecciarsi di domande e risposte, in contraddizioni ed equivoci da capogiro caratterizzano lo spettacolo pirotecnico di Max e Max, che Elisa Rocca e Massimo Roberto Beato, con la maliziosa invadenza di scrittura e regia apportata da Jacopo Bezzi, stanno interpretando allo Spazio 18b, luogo che echeggia un cabaret francese e insieme una cantina italiana, ma anche un luogo sperimentale in cui cimentarsi a un passo dagli spettatori senza paura di perdere il ritmo dell’indiavolata kermesse.

La bravura con cui i due attori-registi, guidati dall’attore-regista Bezzi è presto rivelata dal fatto che i due, sullo stile rimodernato di un duetto alla Ginger Rogers-Fred Astaire, da anni vanno portando in giro, nei luoghi più disparati, questo loro spettacolo.

Nucleo vitale ne è il gusto del travestimento, attraverso cui, rivelando o nascondendo, inventando o affermando, i due esprimono le loro tendenze omosessuali, in maniera più dichiarata lui, in maniera elusiva e sfuggente, quasi per un inconfessato pudore, lei.

I battibecchi e le prevaricazioni, sempre tenute su di un filo soft, alimentano lo svolgimento della storia, che ha punte di massima ilarità quando i due si scambiano i vestiti, lei con aggressiva volontà di maschio, lui con morbidezze dapprima respingenti, poi prendendo gusto a quel gioco e indossando con sempre più disinvoltura gli abiti in pizzo e volants che la compagna gli offre.

Dopo innumerevoli schermaglie in cui il gioco linguistico si fa cifra surreale di insuperabile bravura, i due decidono, per una volta tanto, di “travestirsi” in modo normale, ovvero secondo la natura avuta appunto dalla nascita. Con il suo abito “speciale” Max ragazza si esibisce in una danza dal classico passo anni Cinquanta con il suo Max ragazzo che indossa per l’occasione, unica, un doppiopetto in grisaglia con gilet. E con questa anomalia normale lo spettacolo si conclude in allegria.

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