ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI

ARLECCHINO_ph Bepi Caroli_DSC_0956

di Carlo Goldoni

regia Valerio Binasco

con

Natalino Balasso Arlecchino, Fabrizio Conti il Dottore, Michele Di Mauro Pantalone, Lucio De Francesco Servitore, Denis Fasolo Silvio, Elena Gigliotti Clarice, Carolina Leporatti Smeraldina, Gianmaria Martini Florindo, Elisabetta Mazzullo Beatrice, Ivan Zerbinati Brighella

Scene Guido Fiorato

Costumi Sandra Cardini

Luci Pasquale Mari

musiche Arturo Annecchino

Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Roma, Teatro Argentina, 11 febbraio 2020

Maricla Boggio

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VETRI ROTTI

VETRI ROTTI COPERTINA Maurizio Donadoni e Elena Sofia Ricci - foto di Mario D'Angelo MEDIA

di Arthur Miller

traduzione Masolino D’Amico

con Elena Sofia Ricci

Maurizio Donadoni

David Coco

e con

Elisabetta Arosio, Alessandro Cremona, Serena Amali Mazzone

scena Andrea Taddei

costumi Barbara Bessi

luci Gaetano L Mela

musiche Stefano Mainetti

regia Armando Pugliese

produzione ERRETITEATRO30

Roma, Teatro Eliseo, 4 febbraio 2020

Maricla Boggio

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DIO RIDE Nish Koshe

TEATRO SOCIALE MONI OVADIA  DIO RIDE

di e con Moni Ovadia

e con me musiche dal vivo della Moni Ovadia Stage Orchestra

Maurizio Dehò, Luca Garlaschelli, Albert Florian Mihai, Paolo Rocca, Marian Serban

regia Moni Ovadia

luci Cesare Agoni, Sergio Martinelli

scene, costumi ed elaborazioni immagini Elisa Savi

progetto audio Mauro Pagiaro

produzione CTB Centro Teatrale Bresciano, Corvino Produzioni

Roma, Teatro Vascello, 4 febbraio 2020

Maricla Boggio

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LA COMMEDIA DELLA VANITA’

Fausto Russo Alesi La commedia della vanità - foto di Serena Pea (1)

di Elias Canetti

traduzione di Bianca Zagari

regia di Claudio Longhi

con

Fausto Russo Alesi

Attori allievi diplomati alla Scuola Jolanda Gazzero di ERT Fondazione

violino Renata Lacko

cimbalom Sàndor Radics

scene Guia Buzzi

costumi Gianluca Sbicca

luci Vincenzo Bonaffini

video Riccardo Frati

Produzione Emilia Romagna Teatro-Fondazione-Teatro Nazionale Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Fondazione Teatro della Toscana, LAC Lugano Arte e Cultura nell’ambito del progetto “Elias Canetti. Il secolo preso alla gola”.

Roma, Teatro Argentina, 29.1.2020

Maricla Boggio

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RE LEAR

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di William Shakespeare

traduzione Letizia Russo

riduzione e adattamento

Andrea Baracco / Glauco Mauri

con

Glauco Mauri Re Lear

Linda Gennari Goneril

Aurora Peres Regan

Emilia Scarpati Panetti Cordelia

Roberto Sturno Conte di Gloucester

Francesco Sferrazza Papa Edgar

Aleph Viola Edmund

Dari Cantarelli Matto

Enzo Curcurù Conte di Kent

Laurence Mazzoni Oswald

Paolo Lorimer Duca di Albany

Francesco Martucci Duca di cornovaglia

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

musiche Giacomo Vezzani Riccardo Vanja

luci Umile Vainieri

regia Andrea Baracco

Roma Teatro Eliseo, 21.1.20

Maricla Boggio

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LILLO&GREG IN GAGMEN

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scritto da

Claudio Gre Gregori

Paquale Lillo Petrollo

regia

Lillo&Greg

Claudio Piccolotto

con

Lillo&Greg

Vania Della Bidia

Attilio Di Giovanni

Marco Fiorini

scene Andrea Simonetti

Costumi Nc Pop

Teatro Olimpico, Roma, 14 gennaio 2020

Maricla Boggio

 

Credo di essere fra i pochissimi in Italia a non conoscere Lillo&Greg, dal momento che la loro celebrità è straripante da anni, sia in radio che in televisione, cinema e teatro.

Ma l’altra sera, al Teatro Olimpico, la simpatia che gli spettatori hanno loro manifestato fin dal primo apparire dei due attori in scena, con una ripetuta cantilenante canzoncina in cui ognuno si dichiarava per quello che era – “Io sono Greg”, “io sono Lillo” – onde evitare equivoci circa l’identità dell’uno e dell’altro, ha subito dimostrato quanto conosciuti, amati e seguiti siano questi due ancora giovani interpreti di sketches da loro stessi ideati. È dal 1986 che i due si conoscono e lavorano insieme percorrendo strade le più disparate nell’ambito dell’interpretazione, in cui la realtà è vista sotto le angolazioni critiche di chi non ci sta agli imbrogli e alle ipocrisie, e per questo le mette in mostra interpretando i personaggi più disparati per dar voce a tali atteggiamenti mettendoli a nudo con quella risata che, come sappiamo, travolgerà.

Ci sono allora le scenette che riguardano i rapporti privati, le reazioni a situazioni classiche dell’esistenza viste nella loro verità, smascherata dal perbenismo ipocrita: pensare una cosa e dirne l’opposto è uno dei modi per far scattare negli spettatori il riconoscimento immediato di un comportamento universale.

Altrettanto immediato è l’immedesimarsi del pubblico nel tipo che va dallo psicanalista e comincia a parlargli delle sue difficoltà con la moglie; lo stesso fa con il paziente lo psicanalista in uno scambio frenetico di ruoli, in cui il messaggio è la generalità dei problemi che toccano ognuno di noi: soltanto che Lillo e Greg questi temi li trattano con la leggerezza ironica che ne fa spettacolo intelligente e comico.

Crea simpatia e condivisione la sorte di Lillo il piccoletto maltrattato dagli altri – specie da Greg in coppia con lui, a cui si associano “servilmente” – coma accade nella realtà – gli altri membri del gruppo – la bella e disinvolta Vania Della Bidia in innumerevoli ruoli, Marco Fiorini che finge inesperienza e solidarietà, Attilio Di Giovanni, a cui va anche il merito di inventarsi le musiche attraverso trasposizioni infinite di una stessa canzone -: sarà comunque Lillo – quello a cui non va bene mai niente, il frustrato dalla vita – ad avere alla fine la meglio, sia quando è miseramente imbrogliato dagli altri, sia quando pretende – come un moderno Bottom dello shakespeariano “Sogno id una notte di mezza estate” – di fare tutti i personaggi del copione, ancora del tutto ignorato,  che il gruppo sta provando, su di un Vampiro, uno zombi e un misterioso portiere del castello.

Gli sketches che attingono a una realtà sia pure stravolta e portata al fiabesco, all’assurdo, all’iperrealistico sono il tessuto di base di Lillo e Greg, in cui gli spettatori si riconoscono dimostrandolo con applausi continui, risate a squarciagola e perfino il ritmato battere delle mani appena se ne dimostra l’occasione. Ma c’è un altro tipo di personaggi che i due attori esibiscono da tempo e qui alternano alle altre forme di interpretazione. Si tratta di quegli eroi da fumetto che richiamano l’Uomo mascherato, l’Uomo invisibile, la Donna telepatica ed altri simili che eccitano la fantasia dei ragazzi: messi in scena in quella apparente forma trascurata, in cui le potenzialità magiche crollano alla prova dimostrandone l’inconsistenza, sono attesi e seguiti con il gusto con cui una volta i nipotini aspettavano di ascoltare la favola dal nonno, e pregustavano con trepidazione il momento in cui sarebbe successo qualcosa di tragico, su cui poter ridere sollevati dall’attesa.

È allora durante queste scene che i bambini  - numerosi in teatro -saltano sulle poltrone sbracciandosi e urlando come quando ha fatto goal il loro calciatore preferito. E non solo i bambini partecipano a questa gioia liberatoria ma in un’intesa globale l’intero teatro. Sono poche queste note per dare un’idea di Lillo&Greg, ma posso dire che mi ha fatto davvero piacere cominciare a conoscerli.

LA TEMPESTA

IN TESTA La tempesta con Carpentieri

traduzione Nadia Fusini

adattamento Roberto Andò e Nadia Fusini

regia Roberto Andò

Prospero Renato Carpentieri

Miranda Giulia Andò

Ariel Filippo Luna

Calibano Vincenzo Pirrotta

Ferdinando Paolo Beriguglia

Gonzalo, Iris Gianni Salvo

Trinculo, Antonio Paride Benassai

Stefano, Alonzo Francesco Villano

scena Gianni Carluccio

costumi Daniele Cernigliaro

musiche originali Franco Piersanti

flautista Roberto Febbriciani

suono Hubert Westkemper

Produzione Teatro Biondo Palermo

Teatro Vascello, Roma, 10 gennaio 2020

Maricla Boggio

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